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Commenti dei Lettori
In questa pagina verranno pubblicati i commenti di voi lettori. Dopo aver letto il libro, scrivete la vostra impressione, o semplicemente un pensiero a:
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Ciao.
La prima cosa che ho pensato dopo la lettura delle prime pagine del libro è stato: " oddio ma questi pensieri sono i miei pensieri..come può essere??" ed allora ho chiesto a mio figlio, che me lo aveva regalato: " come hai fatto a scegliere di regalarmi questo libro , più lo leggo e più mi ci trovo in questo modo scanzonato di pensare alla vita, sorridere della mediocrità, prendersi gioco dei propri fallimenti..." Ed allora mi ha confessato che è stato un regalo riciclato..perché il titolo " puzzava un po' troppo di roba di fede". Ed anche questo è il bello della vita: le cose più belle arrivano , mica te le conquisti! Sei lo scrittore più VIVO che abbia mai letto. Leggendo Sia fatta la tua volontà, non leggi un libro, incontri una persona, incontri il suo mondo e riscopri il tuo. La seconda cosa che ho pensato è..accidenti non potrò leggere un secondo libro di Stefano. Anche questo pensiero, dopo aver letto le tue pagine, mi ha portato a pensare a come siamo fatti: vogliamo per noi, dobbiamo avere, divorare, fossero anche solo libri. Allora ho fatto la cosa più sensata, ho cominciato a condividere il libro e la tua esperienza con chi ho più caro. Ora ne parlo ai colleghi, agli amici, mi è persino venuto voglia di iniziare a scrivere tutto ciò che mi passa per la testa, soprattutto quando si affacciano i perché.. e non sai cosa rispondere, e allora capisci che la via più giusta è quella che hai faticosamente scelto tu.. SIA FATTA LA TUA VOLONTA'. Grazie Stefano, grazie a tutta la tua famiglia, ai tuoi amici, al semplice mondo di Maddalena di Cazzano dove sono venuta a cercarti, contenta poi di averti incontrato.
Rosanna 28/8/2011
Che strana la vita! Stavo prenotando on line dei libri in biblioteca quando, nella ricerca di alcuni titoli, mi sono imbattuta in "Sia fatta la tua volontà". Mi hanno colpito le poche righe di commento e ho deciso di prenderlo. Poi me ne sono scordata. Quando sono andata a ritirare i libri era da poco morto un mio carissimo amico. Di tumore anche lui. Giovane anche lui. Una vicenda sofferta. Torno a casa. Mi rigiro tra le mani quel libro che non sapevo più di aver richiesto. Leggo la quarta di copertina e non posso non venire invogliata a leggerlo. Mi ci vogliono solo due giorni. Ripercorro la vicenda del mio amico. Attraverso il libro posso intuire cosa possa aver pensato, passato. Alla fine trovo parole di speranza che mi hanno fatto piangere, ma mi hanno anche fatto bene.
Betty Castelli (01/07/2011)
Ciao Stefano, ho letto il tuo libro.
Non è solo un libro, è una autentica testimonianza di come si possa affrontare con dignità estrema il cancro, questo male che abbruttisce il nostro fisico, che deforma le nostre esistenze e che stravolge la vita di chi ci sta accanto. Mi è piaciuto molto non solo perché non indugia in vittimismi o pietismi patetici, ma anche perché racconta le cose (dai primi sintomi, alla diagnosi, alla prognosi e alla consapevolezza della morte) con estrema lucidità, con uno stile e un linguaggio fresco e bonario, spesso sorridendo dei fatti con scanzonata semplicità. Stefano è uno scrittore che entra nel cuore di chi lo legge, che appassiona e che trasmette un messaggio indelebile di vita anche quando parla, immaginandolo, del suo funerale. Stefano ci dice che la vita è anche dopo, che la dimensione umana e quella divina appartengono all'uomo anche qui, sulla terra, in mezzo al male e al dolore e che è proprio lo sguardo di Dio su di noi che ci aiuta ad affrontare con coraggio le sfide quotidiane.
Potete leggere una recensione del Libro cliccando qui Serena Gobbo (01/06/2011)
Ho appena terminato la lettura di "Sia fatta Tua volonta'", il romanzo, in parte credo autobiografico, scritto da Stefano e regalatomi da un amico caro, che qui ancora ringrazio per avermene fatto dono. Il romanzo e' un concentrato di amore, coraggio e speranza che commuove, diverte, tocca nel profondo. Vi e' una fede ritrovata, mai scontata, che puo' aiutare a (ri)aprire gli occhi sulle cose semplici e i valori che davvero contano. Non e' stata una lettura facile, in certi momenti, nonostante lo stile narrativo acuto, ironico, scorrevole, piacevolissimo e mai drammatico, nonostante la situazione vissuta dal protagonista. Mi sono dovuta fermare piu' e piu' volte, un po' per piangere, spesso per sorridere o semplicemente per respirare a pieni polmoni. Ho vissuto la sofferenza del cancro, accompagnando la mia ancor giovane madre in tutto il doloroso e penoso cammino. Ho vissuto e vivo altra sofferenza. Ma così bene come Luca (Stefano) non sono mai (adesso, piano, mi sento di dire ancora) riuscita a reagire.... Grazie alla lettura di questo libro, forse, imparero' anche io ad accettare e ad amare, nonostante tutto. Certo, non e' affatto facile, ma se Qualcuno fa il cammino insieme a te, allora diventa possibile. Grazie a Stefano per averlo scritto. E' un dono prezioso, in ogni pagina.
Arianna (28/05/2011) Ravenna.
Ciao Katia .
Non è un libro da leggere, questo di Stefano, mio omonimo. E' un libro da vivere, da far scorrere nelle vene, da " respirare" a pieni polmoni. Un impasto magistrale di fede, ironia e morte. Si, di morte della mediocrità e di resurrezione alla pienezza, fosse stata anche solo lo sguardo di Anna. Pagine masticate a trarne nutrimento. Macerate dalla lacrime versate per attimi immensi e paure approssimate.
Grazie grande Stefano per il tuo coraggio, la tua fede e la tua testimonianza. Grazie per avermi ricordato che "la vita che Dio dona va solo amata." E' proprio vero, "un allenatore chiede sempre di più ai giocatori dai quali sa di poter avere molto" e Dio ha scelto te per lasciarci questo grande messaggio di amore, gioia e speranza.
Ho appena finito di leggere il tuo libro: ho pianto!
"Sia fatta la volontà" è riuscito a donarmi lacrime e sorrisi e spunti per affrontare la vita cogliendo tutte le tonalità di colore e di sfumature. Grazie di cuore a Stefano.
Buongiorno, ho 37 anni, mi chiamo Luisa e sono di Perugia. Ho letto per caso su un quotidiano il titolo del libro e l'ho subito ordinato. Sia fatta la tua volontà.... io che ho sempre creduto di aver creduto (scusate il giro di parole, ma ci voleva) in Dio per anni e che mi sono ritrovata, purtroppo, senza fede dopo due cocenti sconfitte nell'ambito della salute, sono stata attratta dal titolo. Sono una amante della lettura e della scrittura e il tuo libro, Stefano, mi era sembrato uno dei tanti che avrei potuto avidamente divorare con i miei occhi. Invece si è dimostrato un'autentica rivelazione: è scritto benissimo, alterna, tra umorismo e serietà, una serie di fatti simpatici e drammatici ed è scorrevole, oserei dire "gustoso", si legge in fretta e lascia il segno. Anzi, i segni. Quali segni? Quelli che io aspettavo: un segno da Dio che, nonostante tutta la sofferenza di questi ultimi 6 anni, c'è e mi dimostra il suo amore e mi manifesta in qualche modo la sua volontà. E l'altro segno, più terreno, è quello che mi conferma il mio intento, spronato da tanti (case editrici locali comprese), di trasformare la mia esperienza di sole 5 pagine in un romanzo o qualcosa di simile. Tutti mi hanno detto: la tua storia, drammatica ma fonte di voglia di vivere e inno alla vita, può essere un dono per quanti la leggeranno e per quanti si lamentano ogni giorno per uno "starnuto" E poi il tuo libro, Stefano. E' stato proprio così per me leggerlo: un tuo silenzioso modo per dirmi: "dai, Luisa, scrivi sto libro così, come il mio, sarà un aiuto per tanti" Ci proverò, Stefano, te lo prometto, in primis per i miei due bimbi, poi per quel Dio che, grazie a te, ho sentito più vicino, e poi per te che ora da lassù guiderai i miei passi verso l'ampliamento delle mie misere 5 paginette sulla mia vita vissuta con le mie malattie (si, ne ho ben 2, gravi ma croniche, quindi a differenza tua non ho la morte col fiato sul collo, ma sono sempre sul chi va là). Grazie per tutto, Stefano, anche e soprattutto perchè ora so che lassù c'è qualcuno che veglia non solo sulla mia salute ma anche sui miei più o meno realizzabili "progetti" letterari.
Luisa Lanari (28/09/2010)
Grazie. Sia a Stefano che ha scritto un libro capace di essere "leggero" pur parlando di dolore, paura, morte. Sia alla sua famiglia che ha decido di dividere con noi questo libro ma, soprattutto, la parte di Stefano che il libro contiene. Ci vuole coraggio per fare entrambe le cose. Grazie. Federica (16/09/2010)
Buongiorno, ho appena finito di leggere il libro di Stefano. Mi sembra riduttivo dire che è meraviglioso, che coglie nel segno. E' scritto in maniera deliziosa, brillante,pulita, armoniosa.
Caro Stefano, hai scritto un libro bellissimo, semplice ma profondissimo, esilarante e commovente al tempo stesso. E' uno di quei libri veramente in grado di lasciare un segno, positivo, in un lettore, e anch'io cercherò di ricordarmi della tua lezione di vita ogni giorno di più che il Signore mi lascerà su questo mondo. E' anche un libro che tutti gli adolescenti dovrebbero leggere, loro che ogni giorno affogano nelle loro tempeste in un bicchier d'acqua, indotte sì dagli ormoni ma anche e soprattutto da una società sempre più vuota di valori e di umanità vera. Lo consiglierò ai miei due figli, non appena saranno in grado di poterlo capire.
Il libro mi è stato prestato da un collega non grande lettore che lo ha preso in biblioteca. Iniziato con titubanza, l'ho letto e apprezzato molto, mi sono proposto di comprarlo (anche se le prime due librerie ne erano sprovviste, arriva in settimana) per farlo leggere a moglie e figli, perché è uno di quei libri che in una casa non dovrebbe mancare. Grazie Stefano. Gianluca, Bologna 4 agosto 2010.
Caro Stefano,
Sono una persona che ama molto leggere, ho visto in libreria "Sia fatta la tua volontà" e mi ha incuriosita subito. Nonostante io purtroppo sia atea, (e lo dico davvero con rammarico perché penso che la fede sia un dono in grado di aiutare noi poveri umani ad affrontare meglio quel cammino difficile che è la vita) mi ha colpito molto profondamente. In alcuni tratti ho riso all' sottile umorismo dell'autore, in molti ho pianto, come ad esempio quando il protagonista prende coscienza che mai più potrà usare la bicicletta, ma soprattutto mi sono ritrovata a pensare e a constatare che solitamente siamo portati ad apprezzare i doni che la vita ci elargisce solo quando ci vengono tolti. Grave errore. In questo mondo allo sbando, in crisi profonda di valori e modelli questo libro è un raggio di sole, un sorso di acqua pulita, il saluto di un anima che purtroppo non ho mai incontrato. Grazie di cuore.
Francesca Sorgi (Bologna, 29/06/2010)
E' un libro scritto con il cuore e che arriva dritto al cuore! Guidato da un grande senso dell'umorismo, nonostante tutto, non può non far sorridere anche nelle sue parti più drammatiche. Un libro da consigliare, da rileggere e su cui sicuramente riflettere per imparare a gustare la vita.
Monica (29/06/2010)
Ho finito di leggere Sia Fatta la Tua Volontà l'altro ieri...e ancora oggi sento il bisogno di rileggere alcuni passi. Mio marito l'ha preso per puro caso e l'ha dato a me perché mi piace leggere… E' stata un'emozione molto particolare, perché mi ha fatto riflettere su momenti della vita che possono accadere, ma che non ci pensi finché non ti capitano...all'inizio è stata un po' dura, temevo di affrontare tematiche così "difficili" e sconvolgenti, ma poi le pagine si sfogliavano veloci, tra ironia e situazioni persino divertenti! ma che ti facevano pensare... mi ha lasciato qualcosa di grande che non so spiegare a parole, ma ringrazio chi ha pubblicato il libro di Stefano che non ho conosciuto personalmente, ma che ha tutta la mia ammirazione e sono rammaricata di non avere più la possibilità di leggere un altro suo scritto, presterò il libro a tutte le persone che conosco! Un caro abbraccio alla sua famiglia.
Luisa (Jesolo 22/06/2010)
Ho appena finito di leggere il libro e ne sono rimasta estremamente colpita: mentre lo leggevo, sentivo un impulso fortissimo ad andare avanti, quando lo lasciavo per dedicarmi ad altro, non facevo che pensarci spinta dal desiderio di riprenderlo in mano e di "farmi dare una mano" da esso.Sono infatti in un periodo un po' particolare della mia vita, madre felice di due bimbi e sposata con un uomo meraviglioso, ma stranamente in preda all'ansia, non so per quali strani motivi, forse per le tante responsabilità a cui, non sempre, mi sento preparata e per la fuggevolezza del futuro. Leggere il libro mi ha aiutato a capire che devo apprezzare di più la vita e ciò che essa mi ha offerto - tanto - senza pensare troppo al domani ed amando semplicemente chi mi sta vicino. Grazie Stefano per avermi donato la possibilità di leggere le tue parole. Un abbraccio forte a Nicolò e alla tua famiglia. Barbara Fare' (Milano, 01/06/2010).
Grazie Stefano!!!
Cari Vilma e Marino,
Premetto che non amo leggere, anzi quasi odio leggere.............. ma mi è stato dato questo libro da mia madre, e la curiosità è entrata dentro di me subito............. ho poi letto la biografia dell'autore ed ho scoperto la tremenda verità. Mi sono deciso a leggerlo, anche perché quando una persona soffre acquista una sensibilità fuori dal comune, quella sensibilità che non è nostra nei momenti felici e tantomeno non è di chi non ha mai sofferto nella vita.
I ricordi che riguardano Stefano sono numerosissimi, ma desidero rammentare due delle prime immagini che conservo ben chiare nella memoria. La prima volta che notai Stefano avrà avuto circa quattro anni. Don Luciano, Carlo ed io avevamo portato i ragazzi del gruppo parrocchiale in gita, per trascorrere assieme una giornata in amicizia. C’erano anche Marino e Stefano, e qualche altro parrocchiano. Il sagrato della chiesa di San Clemente era circondato da un grande prato e da un argine. A Stefano non parve vero di potersi cimentare come scalatore e, cappellino in testa ben calato, cominciò a sfidare la piccola altura nella determinazione di raggiungere la “vetta”, mentre Marino iniziava pure lui ad arrampicarsi per acchiapparlo. “Stefano, dove vai?? Vieni subito giù! Guarda che scivoli…” E così via. Questo semplice episodio, di per sé comune a molti bambini, mi colpì particolarmente per l’aria di sfida e la simpatia espresse dal visetto di Stefano, per niente intimidito, anzi, divertito dall’imprevisto ruolo di primo attore e dall’attenzione suscitata. ‘Un gran birichino, ma molto simpatico’, pensai. Credo che questo ricordo fosse una delle prime manifestazioni della sua vivacità mentale che, da adulto, si sarebbe rivelata nella prontezza di spirito, nell’ironia, nella sua intelligenza creativa. La seconda immagine risale ad alcuni anni più tardi. Era estate; Elisa ed Irene, già da allora amiche, volevano trascorrere un pomeriggio assieme. Non fidandoci, né io né Vilma, a lasciarle anche per poco tempo incustodite (erano due soggetti di tre anni sempre pronte a combinarne una!) e dovendo io accudire Beatrice, pensammo di coinvolgere Stefano. Mi sentii tranquilla vedendolo molto responsabile nel sorvegliarle. Senonchè, ad un certo punto, mi accorsi sbirciando dalla finestra, che Irene ed Elisa avevano afferrato il tubo dell’irrigazione del giardino, con l’evidente intenzione di farsi una bella doccia vestite e formare un lago artificiale. Stavo per precipitarmi fuori, quando notai che Stefano stava parlando loro con pazienza e calma, riuscendo a togliere l’arma dalle loro mani. Non sentii cosa disse per convincerle a desistere, ma li vidi di nuovo giocare e divertirsi come niente fosse. Sono pochi i ragazzi di undici o dodici anni, che accettano la compagnia dei più piccoli con tanta pazienza e allegria: anche in questo si delineava un aspetto del carattere di Stefano. Per la sua affabilità, per la capacità di comunicare con tutti nell’ascolto e nel rispetto, sia che si trattasse di coetanei, di bambini, o anziani; per questo era conosciuto ed incontrava la stima e la simpatia di tante persone. Quando sento pronunciare la frase: “Ogni persona è un dono per gli altri” spesso mi interrogo per capirne il significato. Ma se penso a Stefano, questo concetto risulta subito chiaro. Per coloro che l’hanno conosciuto è stato un “dono”, e il suo ricordo ancora ci arricchisce e sempre ci commuove.
Giovanna Cavazza (08/02/2010)
Gentile Signora Cocchi,
PUPI AVATI
Credo molto nelle potenzialità di questo libro perchè è un libro sincero che lavora sotto pelle. Senti che ti sta trasmettendo qualcosa di vero. Senti che ti riguarda. Ti lascia un senso di infinito dentro. Proprio quello che non si riesce mai ad afferrare completamente ma che, nei momenti in cui ti dimentichi di te stesso, percepisci e sai essere vero. E con quel vero addosso, tutta la tua vita è vista con un'ottica nitida e cristallina. Poi torneranno comunque i pensieri e l'ego ad offuscare di nuovo la vista. Ma dentro, da qualche parte, sai che la realtà più profonda è quella che hai avvertito nei tuoi momenti migliori.
Splendido libro è un peccato non aver avuto occasione di conoscere Stefano: persona ironica, con una fede calcistica che ci accomuna, con studi che (forse) non gli appartenevano, esattamente come a me. So che mi sarebbe piaciuto, ma leggendo quel libro è un po’ come se lo avessi conosciuto. Thanks Ciro (03/12/2009)
Non conoscevo Stefano. E sinceramente non credo di poter dire di averlo conosciuto leggendo il suo libro. Diciamo piuttosto che mi ha aperto un universo. Io credo di essere fondamentalmente atea: ed è una cosa che devo assolutamente dire, perchè credo che quello che lascia il suo libro in chi lo legge, vada assolutamente al di la dell'essere credente o meno. E' qualcosa di così profondo e universalmente vero, che non mi ha portato a fare delle riflessioni che smuovessero delle certezze che non ho, ma mi ha portato a guardarmi dentro, e in un certo senso mi ha dato forza. Una mattina d'estate, mentre riflettevo su un libro che ho tenuto in cassetto per un po’ prima di decidermi a cercare di farlo pubblicare, ho ricevuto la telefonata di una amica che mi ha chiesto "ho il libro di Stefano Baldi... posso chiederti di far pubblicare una recensione sul tuo sito?" Le ho risposto che si poteva fare, ma che prima avrei preferito leggerlo, per sapere cosa saremmo andati a pubblicare "... sai, non siamo un organo di stampa ma comunque abbiamo una linea editoriale e blablabla..." (si tratta di un piccolo portale del cavolo, ma ne sono amministratrice e allora me la tiro!) Così mi porta il libro e comincio a leggerlo.
Maria Genovese (19/11/2009)
In qualità di Sindaco di Minerbio mi è stato chiesto da Katia ed Elisa di dire due parole per introdurre la presentazione del libro di Stefano che si è svolta a Palazzo Minerva lo scorso 9 ottobre. Pur premettendo di non essere né un esperto di narrativa, né tantomeno un critico, mi sono sentito di condividere con i presenti alla serata un paio di riflessioni, sperando che potessero rappresentare quelle di tanti lettori. E nuovamente su loro invito, provo a sintetizzare in poche, poche righe alcune delle cose dette in quell’occasione. La prima è che, non avendo mai incontrato Stefano di persona, ho imparato a conoscerlo dal suo libro, dalla sua opera e la mia impressione, visto che i frutti buoni nascono solo dall’albero buono, è che Stefano dovesse essere davvero una bella persona. E non mi riferisco solo al magistrale uso delle metafore che fa nel libro, o della sua vibrante ironia; penso a quella sintesi fra ragione e fede che rende capaci di trasmettere un messaggio forte come quello del libro. In secondo luogo, anche se è di tutta evidenza come il percorso verso la fede di Lazzaro non sia una narrazione autobiografica, credo che il libro inviti a superare quella diffidenza che spesso si ha verso le conversioni che avvengono quando la morte si approssima. In altre parole, a non avere l’atteggiamento che ha il fratello del figlio prodigo, verso la festa che il padre ha organizzato per il ritorno dell’amato, ma anzi a gioire come la donna che ritrova la dramma smarrita, od il pastore con la pecora. Stefano ci ricorda poi come la morte sia una parte essenziale ed imprescindibile della vita. E che vivere senza pensare alla morte, sia un atto di arroganza. E per concludere, mi ha fatto molto pensare il titolo del libro. Quando diciamo “sia fatta la tua volontà” credo che spontaneamente pensiamo alla frase del Padre Nostro. Ma se ho ben capito il libro, io credo che Stefano si volesse riferire ad un altro passaggio del Vangelo di Matteo, e precisamente alla preghiera nell’orto di Getsèmani: quando Gesù, mostrando di essere anche uomo, teme per i dolori e sofferenze della imminente passione e spera che il suo destino possa essere diverso, ma nel contempo non ha dubbi nel saperla accettare, e per l’appunto pronuncia la medesima frase che il titolo del libro. Ecco, credo che questo sia il messaggio più forte, fra i tanti, del libro di Stefano. E cioè saper accettare la vita per come è, senza invidiare ciò che non si possiede, ed anzi ringraziando per ciò che si ha, perché basterà guardarsi attorno per rendersi conto che saranno sempre di più le cose belle, ad iniziare dal dono della vita stessa, delle sfortune che ci possono capitare. E così, con questo splendido libro, Stefano è riuscito a dare un ulteriore senso alla sua vita, in aggiunta alle tante cose belle che aveva già fatto, ad iniziare (se posso permettermi) da Nicolò. Stefano ci ha donato i suoi pensieri e mostrato la sua malattia per offrirci una grande occasione di riflessione. Sta a noi saperla cogliere, e soprattutto metterla quotidianamente in pratica.
Lorenzo Minganti (08/11/2009)
Veramente un bel libro in cui ho ritrovato tanti aspetti della vita quotidiana della nostra Maddalena di Cazzano, dalla nebbia alla partitella evento del sabato pomeriggio, dall'ARCI al canale emiliano-romagnolo, passando attraverso una serie di personaggi ritagliati e rimodellati con acume, mettendone in luce i profili psicologici con profonda ironia. Leggere "Sia fatta la tua volontà" è stata per me una grande emozione ed inizialmente ha provocato una serie di passioni, dalla rabbia per l'ingiusta sorte toccata a Luca, alla profonda tristezza per il suo amaro epilogo. Poi però, andando oltre l'aspetto materiale della vicenda narrata, ecco apparire il senso della lezione di vita che Stefano ci ha voluto testimoniare. Il suo è un vero e proprio "Inno alla gioia" per la vita, intesa come dono, un'indicazione ad apprezzarne tutti gli aspetti e momenti con serenità ed entusiasmo, ritrovando il piacere delle cose semplici e dei rapporti sinceri, senza le ipocrisie e le maschere che a volte utilizziamo a causa di assurdi ed ingiustificati timori. Il suo invito a vivere i giorni non "uno dopo l'altro" ma "Uno! E grazie!" mi ha ricordato un aforisma del filosofo latino Seneca: "Affrettati a vivere bene e pensa che ogni giorno è in se stesso una vita" . Giancarlo Tomba (10/10/2009)
Ho conosciuto Stefano fin dall'infanzia e mi ha sempre colpito la sua contagiosa voglia di vivere. Pagina dopo pagina ho trovato la stessa grande forza e tenacia raccontata in una storia, quella della vita di Lazzaro, di uno come tanti che dimostra che la fede puo' davvero fare compiere dei Grazie Stefano, la Tua è una testimonianza di speranza per tutti, per tutti noi.
Ciao....ho conosciuto la storia di Stefano dai racconti di Simona, che ha avuto la fortuna di conoscerlo personalmente. Ho letto il libro, testimonianza di vita, di coraggio e di sofferenza.... spunto di riflessione per riprendere in considerazione i valori della vita, i valori veri, persi spesso di vista per rincorrere sogni effimeri di un'esistenza vuota e superficiale...mi sono emozionata, commossa nel leggere, ed ho pianto per l'ultimo struggente scritto di Lazzaro che sa di essere alla fine...ho sorriso per il suo modo sempre ironico nel raccontare il suo male, l'associazione della magra signora che lui fa della morte, e il suo prendersi in giro fino alla fine...e grandiosa la Manu (29/09/2009)
Cosa significa “vivere”? E’ una domanda che spesso ci si pone in varie età, e sempre e comunque varia a seconda della maturità dell’individuo e naturalmente della fascia d’età che viene sovrastata da tale domanda. Chiedendo in giro si sentirebbero motivi e ragioni discordanti circa questa risposta. C’è chi considera vivere cambiare macchina e caricare belle donne, chi pensa a crearsi una famiglia, chi magari assuefatto dalle droghe passa la maggior parte delle giornate a fissare nel vuoto il cielo ingranando discorsi strani. Ma tutte queste risposte sono inconcludenti. La parola “Vivere” prevede subito l’uso del respiro e delle emozioni ed è inderogabilmente soggetto alla soggettività, spesso e volentieri è facile disattendere questo verbo portando risposte che sfociano al piacere di “vivere” e non al vivere in sé. E’ per questo che credo che il romanzo di Stefano abbia un cuore e un respiro proprio. Nonostante un libro sia soltanto un'opera di narrativa, quindi una forma d'arte che allieta di per sé il lettore, questo ha una marcia in più: mi sono sentito catturato da una voglia di vivere immensa, da un desiderio incommensurabile di sentirmi felice e di fare qualcosa di grande anche agli altri. Come diceva Shanker: “Il momento per essere felici è ora. Il posto per essere felici è qui. Il modo per essere felici è rendere felici gli altri”. Questo è il grande messaggio che emana questo libro. Nella base drammatica della vicenda ci sono parole che ti urlano “Non rimpiangere mai”. Dietro questo sipario di lacrime e sorrisi in egual misura c’è un romanzo che permette a tutti di riflettere sul grande quesito dell’uomo: “Vale la pena programmare un futuro, quando soltanto il presente è quello che dobbiamo vivere?”
Luca Girotti (19/09/2009)
Il rischio in questi casi è di essere banali, come solo lo si può essere confrontandosi con temi così intensi e profondi. Ma il libro insegna proprio a non trascurare la semplicità, a tralasciare il "sensazionale" e concentrasi sul "quotidiano". Quindi vorrei ringraziare Stefano e tutte quelle persone che hanno contribuito a dare alla luce questo libro, che in tanti dovrebbero leggere perchè si oppone in maniera forte a quel desiderio che in fondo tutti noi abbiamo, alimentato da un certo modo di vivere, molto occidentale e consumistico; non moriremo o non prima di aver fatto tutto quello che vogliamo. Si muore invece, eccome. Sforzarsi di capire questa banalità è il modo di vivere al meglio i nostri giorni. Spendersi spendersi spendersi. E poi abbandonarsi nelle Sue mani. Al resto ci pensa Lui.
Giulio Baroncini (10/09/2009)
E' un romanzo che entra profondamente nell'animo di ognuno scuotendolo e facendo capire ciò che la quotidianità invece nasconde nella nebbia... E' un potentissimo messaggio di FEDE, di SPERANZA e di GIOIA nella VITA che tutti dovrebbero leggere e possibilmente fare proprio... spero che il passaparola porti questo libro ad essere letto ovunque, sono convinta che a suo modo sia profetico. Grazie Stefano per il grandissimo esempio, grazie Katia per ciò che fai per la diffusione del libro... abbraccio forte te e Nicolò. Irene Mercuri (04/09/2009)
ciao katia, ciao elisa volevo dirvi che mi sono di nuovo comosso a leggere i commenti di chi ha voluto condividere l'amicizia con stefano, la sua sofferenza ma anche la sua indomabile lotta; sono parole ricche, piene, gonfie di quell'amore per la vita di cui tutti abbiamo fatto esperienza condividendo questo cammino di dolore il libro e i commenti che lo letto mi sembrano come una sorgente con le sue mille diramazioni che arrivano agli amici, agli amici degli amici, ai parenti degli amici degli... è bello che chi ha lasciato una traccia sul sito, ognuno a modo suo, abbia accesso uno o due riflettori sul palco del libro di stefano, illuminandone ora l'ironia, ora la poesia o la tecnica è bello che in un mondo dove non di rado arrivano prima le brutture, Dio si intestardisca a donarci Bellezza, ripetendo fino alla noia: per questo siete fatti! è proprio bello che il libro di stefano e i commenti di chi gli vuole bene siano la 'vittòia' nascosta e quotidiana, banale e santa, di chi può essere visto solo da occhi limpidi, e apprezzato solo da un cuore libero grazie stefano, vabbè tu sai… grazie katia, grazie elisa grazie a chi ci ha fatto dono delle sue parole di commento davide donati (ho conosciuto stefano alla GMG - Giornata Mondiale della Gioventù - di Parigi nel 1997, io in realtà ero giovane solo secondo i parametri sociologici odierni, avendo allora 33 anni; da allora ci siamo visti circa una volta all'anno con il gruppo che si era formato là, senza mai perdere quell'appuntamento così caro a tutti e per me divertentissimo; nell'ultimo anno ci siamo visti ogni tanto e sentiti telefonicamente ogni 15-20 giorni, soprattutto perchè ne avevo bisogno, perchè non avevo idea di cosa volesse dire prepararsi a morire; stefano mi diceva, quando qualche "segretario" che girava per casa gli passava il cordless e gli diceva che era davide: oh, sono passate già tre settimane, pensavo ti fosse successo qualcosa di brutto...; per me è un caro amico, ho smesso di dire: mi sarebbe piaciuto conoscerlo meglio! o potevo frequentarlo di più nei nove anni prima di questo; l'ho conosciuto, ho ricevuto in abbondanza, ho dato quello che potevo senza tirarmi indietro, sono convinto che adesso ci dà una mano, nessuno escluso; grazie di cuore) Davide Donati (02/09/2009)
E' un libro che tutti dovrebbero leggere e meditare per comprendere tutto quello che ci è stato dato su questa terra e che spesso non si considera. Elvano Bergamini (02/09/2009)
Ho finito ora il vostro Dono. Le lacrime sono state e sono tante. Ma non mi spiace di aver pianto per essermi avvicinata a tanto Amore, a tanta Vita. GRAZIE! Infinitamente. Mi è piaciuto TUTTO dalla lettera consegnata alla madre al fatto che ha cancellato la parola Fine e scritto Inizio; tutto. Ho pianto come una fontana ma è inevitabile ... quando lo consiglio, in alcuni è percepibile la paura a confrontarsi con certi argomenti con la morte... la sofferenza; io stessa sapevo che avrei sofferto a leggere... per empatia. Anche se non per conoscenza diretta ma poi... è come se mi fossi affezionata sia a Stefano che a Luca, cioè... non è Come se mi fossi affezionata, MI SONO affezionata Tiziana (02/09/2009)
Non si può restare indifferenti, non si riesce. Le sue parole scuotono l'animo, fanno guardare la vita con occhi diversi. E ci riescono perché tutto questo lui lo ha vissuto. Non possiamo che augurarci di avere la sua stessa forza, di avere la sua stessa Fede. Grazie, Stefano! Cinzia Baroni e Moreno Monari (26/08/2009)
cara Katia, avevo preparato una lettera molto più lunga ( ..e già questa non scherza), ma poi mi sono accorto che avrei ripetuto molto di quello che c'era già scritto in molti commenti presenti nelle pagine web di Stefano. Non credo che ci sia molto da aggiungere alle lodi allo scrittore perchè il fatto che vi sia una ristampa così veloce la dice lunga, nè mi dilungherò sui vari personaggi e ambienti della bassa padana che pur mi sono molto piaciuti. Allora mi soffermo su due cose che ritengo siano, almeno per me, il messaggio di Stefano: 1) come si può affrontare una malattia devastante senza farsi annichilire, dandoci la speranza di vedere queste tragedie come momenti di crescita umana e di realizzazione di desideri ( come scrivere un bel libro....nonostante l'insegnante di lettere della maturità!!!); 2) ma il messaggio più importante che ho colto ( o voluto cogliere) è quello relativo all'atteggiamento che dovremmo avere nel momento in cui siamo di fronte ad una persona gravemente malata: no pietismo o disagio o "non so come fare" e scappare. Stefano ci fa capire quale comportamento dovremmo almeno tentare di avere nel suo incontro con don Edoardo: " Non c'era commiserazione in quello sguardo, nè traccia di alcuna squallida pietà da soap opera. C'era serietà, rispetto. C'era comprensione" Io potrei aggiugere la parola "compassione", ma non nel significato che ormai ha assunto nella nostra cultura occidentale, ma tornando al significato originale di " patire insieme", fare mia la tua sofferenza . In altre religioni, ad esempio il buddismo, questo concetto è molto presente. Non credo con questo che solo preti o persone permeate da spirito religioso possano e debbano tentare di avere il "modo giusto". Il discorso si fa troppo lungo e, pertanto, voglio terminare ringraziando Stefano per quello che ha voluto lasciarci come insegnamento. Sono sicuro che tutti i lettori del libro avranno un arricchimento, probabilmente diverso per ognuno, che si porteranno dietro per il resto della loro vita . Con affetto Ennio Caputo (20/08/2009)
Avevo perso di vista Stefano dopo aver passato 3 anni indimenticabili alle scuole medie e lo ritrovo lo scorso anno una sera d'estate a una cena tra vecchi compagni di classe con lo stesso spirito, simpatia e un sogno che si è meritatamente realizzato!!
Caro Stefano,
Ho appena finito di leggere il libro di Stefano e sono in lacrime: lacrime di sofferenza, ma soprattutto lacrime di gratitudine. Sì, perché Stefano ha voluto insegnarci, dimostrandocelo sul campo e lasciandoci questa eredità, a sapere mettere in ordine ciò che conta e ad affidarci al Signore e al suo amore. E questo è il suo grido immortale: RIEMPITE DI VITA I VOSTRI GIORNI! Grazie Stefano, e grazie Katia per esserti tanto battuta per riuscire a pubblicare questo libro.
Daniela Giardina (27/07/2009)
“Sa vut cat degga? Ai’ ò let al libar dau volt e l’um è piasò dimondi… A’m son cumosa totta parchè ai’ò pinsè a quand l’ira un fangen, e al gneva què a ferum braver aposta… Me al saveva ch’l’ira un bon ragazol, ma cal fos bon ad scrivar di qui axè prufund in una manira axè bela, a nun m’l’imazineva… A son propri urgugliousa ad l’ò….” Traduzione: “Cosa vuoi che ti dica … Ho letto il libro 2 volte e mi è piaciuto moltissimo. Mi sono proprio commossa, perché ripensavo a quando era un bimbo e veniva da me a farmi sgridare apposta… Sapevo bene che era un ragazzo buono, ma che fosse in grado di scrivere cose così profonde, in una maniera così comprensibile, non me lo immaginavo. Sono proprio orgogliosa di lui.” La “Nunna” Dolfa (23/07/2009)
Ci troviamo di fronte ad un'opera intensa, matura, e soprattutto indimenticabile. Con questo romanzo, Baldi ci pone davanti ad un quadro durissimo; ci accompagna, e si fa accompagnare, lungo un percorso lastricato di dolore e di sorrisi, un tragitto che - nonostante le apparenze possano
Premettendo che il solo fatto di leggere "Stefano Baldi" in copertina mi ha fatto luccicare gli occhi, e che quindi non sono molto oggettiva, mi unisco ai complimenti per un romanzo veramente ben riuscito, carico di immagini acutissime, scritto con uno stile sottile, e con un ritmo incalzante, mai noioso. Quindi, anche solo per questo, non credo sia esagerato definire Stefano uno scrittore! Francesca Bonini (18/07/2009)
Dopo il primo momento di grande commozione alla fine del libro, il pensiero che mi è nato è che "Sia fatta la tua volontà" è una ricchezza troppo grande per tenerla per sè, e ho deciso di consigliare il libro a tutti quelli che conosco, l'esempio di grande Amore va portato a tutti!! Grazie Stefano!!!! Rossana Mengoli (17/07/2009)
Ho appena finito di leggere il libro ; mi ha dato una forza e una carica incredibili .Questo libro é un DONO, é VITA ,é SPERANZA. GRAZIE STEFANO . Elisa Salutanzi (16/07/2009)
E’ difficile trovare parole adeguate, soprattutto per chi come me ha avuto l’immensa fortuna di avere avuto Stefano come amico… Mi associo a quanto di bello è già stato scritto dagli altri lettori, sono anch’io commossa, emozionata, divertita, straziata… Stefano ha saputo toccare tutte le nostre corde. E ha saputo trovare un modo splendido perchè la testimonianza di fede, di amore, di gioia di vivere che ci ha dato quando era qui con noi, in ogni momento della sua vita, che si è respirata in modo così toccante anche durante la sua ultima messa, non venisse dimenticata e arrivasse anche a chi non l’ha conosciuto. Un grazie infinito. Che dire poi del successo delle vendite? Che soddisfazione, meritatissimo!! Un successo che vale proprio un dito al cielo, che ne dite?
Simona Villani (14/07/2009)
Stefano, l'approccio al tuo libro è stato triste, condizionato da quanto è successo.....Ma ho incontrato un romanzo ironico, brillante e sagace, ben ambientato nella nostra terra, di cui coglie con metafore brillanti, ricche di brio e acume gli aspetti più caratteristici. Pur destinato a una scomparsa prematura e ingiusta, Lazzaro trova la forza di mostrare in cosa la vita sia realmente preziosa, come sia nostro dovere far fruttare i talenti che sono un dono da moltiplicare, cosa che, nella realtà frenetica, dimentichiamo continuamente.
Bellissimo, ricco e profondo come la vita è il libro di Stefano. Le vicende di Luca Lazzarini mi hanno incuriosito, attratto, divertito e commosso. In questo libro c'è il ritmo della vita quotidiana con il lavoro, gli amici, la famiglia, lo svago; ma c'è anche il male, il dolore e un messaggio forte sul senso della vita e sulla sua pienezza. Poi c'è il paese di Maddalena col suo pezzo di canale emiliano-romagnolo, i suoi campi, i suoi lavoratori, i colori e gli odori tipici a noi noti. Colpisce molto quella sottile e originale ironia con cui l'autore descrive personaggi e situazioni e dalla quale scaturiscono immagini simpatiche e caricaturali e si creano analogie impreviste e sorprendenti. Ho letto e riletto con commozione gli ultimi capitoli e l'epilogo, nei quali il racconto si eleva fino a raggiungere struggenti toni poetici nella valorizzazione dei propri talenti, nell'esaltazione del dono di sè agli altri, nell'abbandono alla volontà di Dio. In altre parole, siamo davanti ad un forte e commovente messaggio di fede e di amore, consapevole che "la vita è bella più di una Ducati rossa" e che ogni giorno va vissuto "uno alla volta". Allora non è più molto importante quanto sia lunga una vita, perchè "vivere non significa solo non morire"! Terminata la lettura, mi è venuto spontaneo ricordare Stefano, studente delle medie, mentre a piedi, dopo essere sceso dal pullman, zaino in spalla, percorreva lo stradello verso casa: già da allora i suoi talenti aveva imparato a spenderli bene!
Giovanna Cavazza (12/07/2009)
"Finito ieri sera..toccante, emozionante: Stefano GRAZIE ancora per la tua forte testimonianza di fede e di coraggio." Elena Magagni
"Io lo sto leggendo..complimenti, è proprio un bel libro!" Sara Bartolini
"....comprato ieri sera!!!...non vedo l'ora di finirlo!!!" Massimiliano Bottazzi
Carissima Katia ho appena finito di leggere il libro di Stefano. Molto bello, una carezza per il cuore!Grazie di avermelo fatto conoscere. Un abbraccio. Franca
Ciao Katia sono Francesca.Ho proprio finito ora di leggere il
Ciao Catia, sono Anna, una delle colleghe di Stefano, ti volevo manifestare quanto sono stata grata della lettura del libro di Stefano. E' proprio bravo!!! E' riuscito ad essere anche uno scrittore: un linguaggio tagliente, spigliato, che scivola via, avvincente,ironico, cinico, divertente, sincero, triste, sboccato. Mi ha fatto una grande compagnia! Mi sembrava di sentire ancora le sue buffe storie, le sue esclamazioni dialettali, le sue battute sarcastiche. L'ho ritrovato vivo, vicino; non è stato solo leggere un libro, è stata una crescita di emozioni, un mezzo per ridere ancora con lui, piangere ancora per il dramma che lo ho toccato. Ho ripercorso con dolore il suo calvario, forse aspettandosi dagli altri gesti, pensieri, partecipazione, che a volte non si è stati capaci di manifestargli.
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